il Resto del Carlino 14 marzo 2022

Autotrasporto, la rabbia delle aziende

In ginocchio coi prezzi della benzina alle stelle. Non ci sarà sciopero: «Aspettiamo le proposte del Governo»

La benzina è salita alle stelle in pochi giorni, e se non ci saranno cambiamenti o interventi decisivi questo rischia di fermare le merci. Le aziende di autotrasporto si sono ritrovate infatti

nel giro di pochi giorni ad affrontare spese molto alte per il carburante: tanto che oggi ci sono aziende italiane che rimarranno chiuse, anche se non sembra che questo accadrà a Ravenna. «La situazione è complicata, c’è una trattativa in corso tra il governo e Unatras, l’Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci – spiega Giuseppe Montagnese, segretario provinciale Fai Federazione autotrasportatori italiani per la Romagna –. Nel frattempo in alcune aree d’Italia ci sono imprese che hanno deciso spontaneamente di fermare il servizio da lunedì 14 (oggi, ndr) a causa dei costi elevati». Montagnese spiega che invece oggi non ci sarà uno sciopero generale, perché eventuali iniziative di questo tipo verranno prese dopo un incontro col governo programmato per domani: «Si è diffusa la notizia che il 14 ci sarebbe stato uno sciopero generale, ma non è così – aggiunge Montagnese –. Ci sarà una manifestazione invece il 19, ma vogliamo sapere cosa mette sul piatto il governo. Eventuali scioperi avverranno se il dialogo non sarà ritenuto sufficiente». Il presidente di Consar Veniero Rosetti ritiene che a Ravenna non ci saranno stop nella giornata di oggi: «Consar in ogni caso non aderirà perché si tratta di fermi irregolari. Vedremo però com’è la situazione lunedì, non intendo far partire dei camion rischiando di mettere in crisi la sicurezza, nel caso in cui si verifichino dei fermi in giro con persone arrabbiate. A Ravenna, in ogni caso, mi risulta che la situazione dovrebbe essere tranquilla. Certo che le difficoltà ci sono, il tema è diventato un problema del sistema economico in generale». «Il carburante è un costo di gestione – spiega Montagnese di Fai per la Romagna –. Alcune aziende hanno già acconsentito a pagare di più il trasporto per non far ricadere questa spesa sulle spalle del vettore, ma tutto dipende dalle zone d’Italia e dalla grandezza dell’azienda committente. Vanno messe in atto strategie come quello di fare dei contratti che prevedano costi rapportati ai prezzi del gasolio, così se la tariffa aumenta o cala a seconda delle oscillazioni del carburante. Poi abbiamo chiesto al governo di introdurre delle regole che diano uno strumento alle imprese che non riescono, perché non ne hanno la capacità o gli strumenti, ad avere una contrattazione con la committenza. Dall’incontro tra Unitras e il governo di martedì 15 (domani, ndr) dovranno essere formulate delle risposte o una ‘road map’ di quello che si potrà fare. C’è bisogno comunque di interventi immediati». Il governo finora aveva già stanziato 80 milioni nella prima parte delle trattative: «Ma il prezzo del carburante continua a salire e quegli 80 milioni sono già andati a coprire rimborsi autostradali, i costi per il componente Adblue per i motori a diesel e altre spese – aggiunge Montagnese –. A tutto ciò si aggiunge che sono aumentati i costi di tutto». Sara Servadei

 

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